this post was submitted on 22 Dec 2025
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Intelligenza Artificiale
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L'intelligenza artificiale è una delle rivoluzioni digitali più dirompenti degli ultimi anni. Questa è la comunità in cui parlarne.
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@elettrona @game @aitech strano, "beato coi libri" è noto e quindi presente nel materiale di addestramento...
@mau@poliversity.it
Ho provato con perplexity.
Dopo avermi risposto che non ci sono anagrammi, ma ce n'è uno parziale togliendo una "o": bibliotecari...
...come "anagramma frasale" ha proposto "ciò che libro ai", spiegandomi poi che «Questa frase riordina esattamente tutte le 13 lettere della parola originale (b-i-b-l-i-o-t-e-c-a-r-i-o), formando un'espressione sensata in italiano che significa "ciò che libro ai"».
Non ho potuto fare a meno di fare i complimenti per questa bella trovata e chiedendo un anagramma del mio nome abbiamo finito per gioire assieme della «coincidenza affascinante che sia "cinciallegra" che "ai lati d'Italia" contengano esattamente 11 lettere».
https://www.perplexity.ai/search/un-anagramma-della-parola-bibl-KiThdrbmRfyvXH8S7wLiEg#5
Non ho voluto deludere tanto entusiasmo facendo notare che il numero di lettere delle due frasette citate non è proprio un primo palindromo. Anche perché... addestrerò il loro modello quando mi pagheranno per farlo. 😆
@aitech@feddit.it @game@bologna.one @elettrona@poliversity.it
@elettrona @Cincia @aitech @game guarda, l'unico modo in cui potrebbero fare anagrammi è accorgersi di cosa è chiesto (non difficile ) e subappaltare a un modulo anagrammatico specifico l'operazione. È proprio il modo con cui lavorano che non glielo fa fare. Con le operazioni aritmetiche adesso credo che un modulo così ci sia, ma perché dovrebbero farne uno per gli anagrammi?
@mau @Cincia @aitech
La domanda giusta da porsi in questi casi è... perché no? 😅
Si potrebbe fare un MCP server e collegarlo al motore anagrammatico del Gaunt http://www.nightgaunt.org/anagrams/anagrams.htm
Ma non credo che batterebbe gli anagrammi di @elettrona !
Dal mio punto di vista invece la domanda giusta da porsi in questi casi è: ma come mai continuano a chiamarla "intelligenza artificiale"?
Se la soluzione ad un problema semplice, nel quale basterebbe un minimo di intelligenza, se ci fosse, deve essere invece risolta da un deus-ex-machina, un essere umano in grado di programmare, che deve aggiungere un modulo progettato ad hoc e determinare le condizioni per attivarlo?
E poi ci dobbiamo anche sentir dire che questi modelli aiuterebbero a spiegare come funziona la mente umana?
@game@bologna.one @aitech@feddit.it @mau@poliversity.it @elettrona@poliversity.it
@Cincia attenzione: quella che stai descrivendo tu è l'AGI (Artificial General Intelligence), il sacro Graal che in tanti dicono essere lì dietro l'angolo (io non lo credo affatto, ma questa è un'altra storia).
Nel nostro caso, però, la soluzione potrebbe essere più semplice. Almeno in linea di principio non vedo nessun problema a fare un'analisi statistica dei token di input, accorgersi che potrebbe esserci il concetto di anagramma, chiamare un modulo esterno e prendere i risultati di quel modulo per aggiungerli all'input e verificare quale risultato è più un aptagramma (correlazione diretta} o un antigramma (correlazione inversa). Credo che con le operazioni aritmetiche si faccia già così. Del resto anche il nostro cervello lavora in modo diverso se chiedi di fare un calcolo mentale oppure trovare associazioni di idee.
Cc: @aitech @game @elettrona
@mau@poliversity.it
Attenzione: la soluzione l'avevo capita e io non sto descrivendo un bel niente. È il mercato dell'informazione che ci sta vendendo questi accrocchi come "intelligenza".
Il nostro cervello lavora in modi diversi in base ai diversi problemi che deve affrontare? Certo! Con intelligenza, non perché qualche deus-ex-machina ha aggiunto il modulo ad-hoc per quella funzione.
A me basterebbe che si evitasse la propaganda commerciale spacciando per "intelligenza artificiale" queste astute soluzioni escogitate dall'intelligenza umana.
Possiamo semplicemente dire che i modelli linguistici di grandi dimensioni, come giustamente li chiama @elettrona@poliversity.it, per quanto sempre più enormi e nutriti con quantità tali di informazioni che nessun cervello biologico sarebbe in grado di trattenere, non hanno l'intelligenza sufficiente per capire come funziona un anagramma; quindi perché possano maneggiarli va aggiunto un modulo specifico progettato da qualche persona non necessariamente molto esperta, ma con quel minimo di comprensione dei concetti di "parola" e di "lettera" e il livello minimo di intelligenza sufficiente per capire come funziona un anagramma? È un gioco che può essere spinto a livelli molto raffinati, ma a livello base si può giocare con chiunque abbia appena iniziato a compitare parole pur se infante ad un livello di acculturazione assolutamente basilare, perché non è un gioco che richiede valanghe di nozioni, ma richiede appunto quel poco di intelligenza che i modelli linguistici non hanno.
@aitech@feddit.it @game@bologna.one
@Cincia @mau @aitech @game Sai, a me fa arrabbiare uno specifico modello. Non modello linguistico ma modello di comportamento umano. Tutti quelli che reagiscono con l'effetto "wow" davanti a un telefono o un paio di occhiali che descrive delle foto, traducendo il visuale in vocale, non con OCR ma basato su modello linguistico appunto. "ti ridanno la vista" e gridano al miracolo.
Poi gli fai vedere che di fronte a un errore di battitura te lo riporta pari pari, e ti guardano con la faccetta sorpresa.
Errore di battitura semplice. Tipo "mi avevano detto che potevo fare Lomeo nella tragedia di Shakespeare" - esempio reale in cui ho sbagliato col dito, sul multitouch scrivendo con l'input braille. Ho scritto l invece di r, dimenticandomi un punto braille sullo schermo. Mi sarei aspettata che il llm in questione capisse dalle keyword "tragedia / shakespeare" e correggesse "lomeo" con "romeo". Non l'ha fatto.
E neanche quando ho tentato di far dire al personaggio (Reginald Moore) che "ROMEO operation" era un complotto contro di lui (Romeo, anagramma di Moore). Se si fermano in queste stronzate qua, e i nostri capi le vogliono usare per comandarci...
Interpreta "capi" come ti pare. Azienda, politica, militare, è trasferibile.
@Cincia @aitech @game @elettrona ma perché un modello linguistico, che fondamentalmente è un generatore stocastico di token, dovrebbe avere il concetto di anagramma che è a un livello diverso?
Che li chiamino "intelligenze" non è un mio problema, io li prendo per quello che possono fare.
Caro @mau@poliversity.it, mi fa molto piacere che tu prenda questi modelli per quello che possono fare.
Però ti devo rivelare una cosa che forse non sai: la sigla IA viene spesso usata proprio per indicare "Intelligenza Artificiale".
Visto che proprio tu hai iniziato questo filone di discussione usando questa sigla, veniva da pensare che fossi proprio tu a cadere nel tranello di chiamarle "intelligenze". Perdona il fraintendimento ma le prossime volte ricorda cosa vuol dire la sigla che ti è capitato incautamente di usare 😆.
@aitech@feddit.it @game@bologna.one @elettrona@poliversity.it
RE: https://poliversity.it/users/mau/statuses/115761182530362276
@Cincia @aitech @game @elettrona sul copyright villaro negli addestramenti ne scrissi a suo tempo. E' ovviamente una violazione non solo del copyright ma anche della proprietà intellettuale.
Ma per il termine "intelligenza" io non mi preoccupo. Dico anche che il mio gatto rosso è a volte intelligente, sicuramente più di una IA ma comunque non in assoluto. Per l'antropoformizzazione, anche "addestramento" è un termine scivoloso, no? E comunque non posso usare il termine "pappagalli stocastici", perché non mi capirebbero...
@Cincia @mau @aitech @game IA/AI è un termine sbagliato ma diffuso, pertanto lo si usa anche senza volerlo - o, per far capire ai non addetti ai lavori, di cosa si sta parlando.
Lo stesso fenomeno sul termine "hacker" che ci si trova a usarlo "mi hanno hackerato il profilo" anziché "violato", perché è diffusissimo eppure gli è stato stravolto il significato.
O peggio ancora "sieropositivo" che è un termine generico indicante la positività a qualsiasi patogeno (covid compreso) ma i media l'hanno adottato come indicatore di HIV, indovina un po'? Per non nominare "sieropositivo a cosa".
HIV positivo, o persona che vive con HIV.
Ma vista l'ignoranza dilagante di chi ancora non sa la differenza tra HIV e AIDS, alla fine ti adatti e parli male. Salvo poi spiegarti ma all'inizio ti ci fai capire.
Certo, ma in questo caso le sigle AI e IA e tutto l'abuso della parola "intelligenza" in questo campo non sono imprecisioni giornalistiche, sono propaganda commerciale.
D'altro canto, non alimentare questa propaganda non è neppure difficile, basterebbe scrivere qualcosa come "Le chiamano IA, e invece..." o "Quello che ci vendono come IA, in realtà...".
Certo, ci vuole un briciolo di attenzione e consapevolezza, oltre al non guadagnare dalla propaganda.
@elettrona@poliversity.it @aitech@feddit.it @game@bologna.one @mau@poliversity.it
@mau @Cincia @aitech @game Li prendi per quello che possono fare, quando non ti fai condizionare dal marketing. Io avevo sottinteso che facesse gli anagrammi tramite dati e calcoli matematici, non certo perché ragiona come un cervello umano. Io lavorandoci sopra per cose importanti (ausilio per sopperire dove possibile alla mancanza della vista) pretendo che i loro limiti siano belli evidenti, alla luce del sole, o sotto il tuo naso, per capirsi. Perché se ti fidi di un modello del genere come riferimento per orientarti a piedi su strada, è un problema.
Io spero che Glidance, il robot-guida che stanno costruendo negli USA, si avvalga di tecnologie di vario tipo e non di LLM e basta. Se no viene fuori darwin award
@Cincia @game @aitech @mau "intelligenza artificiale" è un nome che gli viene dato per questioni di mercato. Attirare, incuriosire, spaventare; "modello linguistico di grandi dimensioni" che è il suo nome, non avrebbe avuto lo stesso fascino (nel bene e nel male) a livello mediatico e le aziende l'avrebbero preso molto più con le molle.