lalchimistadigitale

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Robert Langdon è a Praga insieme a Katherine Solomon, con cui ha da poco avviato una relazione. Un viaggio di piacere in veste di accompagnatore dell’esperta di noetica, invitata a una conferenza in città per esporre le sue innovative teorie sulla mente. All’improvviso, gli eventi prendono una piega inquietante: la mattina del quarto giorno Katherine sembra sparire senza lasciare tracce e Robert assiste, sul ponte Carlo, a una scena che sfida la razionalità e di fronte alla quale reagisce d’istinto, finendo nel mirino dei servizi di sicurezza cechi. Intanto, a New York, una misteriosa organizzazione mette in campo risorse all’avanguardia per distruggere il manoscritto che Katherine ha consegnato al suo editore e che raccoglie le sue rivoluzionarie ricerche. Ma come mai quello che dovrebbe essere un saggio teorico attira così tanto interesse? In poco più di ventiquattr’ore, Langdon dovrà dimostrarsi in grado di ritrovare Katherine, seminare le forze dell’ordine della città e quelle dell’ambasciata americana e oltrepassare le porte di un laboratorio segreto in cui vengono condotti esperimenti indicibili. La posta in gioco è altissima: una nuova concezione della mente, una visione che può regalare un futuro diverso all’umanità ma che potrebbe, anche, diventare un’arma dall’impatto devastante. A quasi dieci anni dal suo ultimo successo, Dan Brown torna con il suo romanzo più ambizioso ed emozionante: una nuova caccia di Robert Langdon dove, come sempre nei suoi libri, nulla è più pericoloso della conoscenza, e nulla è più efficace di una mente affilata.

 

Sembra la classica frase che trovi stampata su una tazza venduta in un negozio di souvenir esoterici, tra il sale rosa dell’Himalaya e il diffusore di oli essenziali “armonizza-chakra”. E invece – sorpresa – è una piccola verità che funziona più del 90% dei manuali di crescita personale in circolazione. Non perché sia magica, ma perché è tremendamente concreta. Liberarsi è un verbo scomodo, quasi sovversivo.

https://ildivulgatoreculturale.blog/2025/11/14/lunico-modo-per-ottenere-cio-che-vuoi-e-liberarti-di-cio-che-non-vuoi/

 

C’è una frase tanto semplice quanto spietata: “Un popolo di pecore genera un governo di lupi.” Non è soltanto un aforisma dal sapore cinico, ma una lente attraverso cui leggere la storia, la politica e persino la vita quotidiana. Il senso è chiaro: la qualità della classe dirigente non si misura solo nei palazzi del potere, ma nasce, cresce e si radica nella mentalità del popolo che la esprime. Se i cittadini rinunciano a pensare, se si adagiano nella passività, se cedono alla paura o all’apatia, allora il terreno è fertile perché chi governa diventi predatore.

 

Il piacere della lettura non si misura dal mezzo, ma dalla capacità di immergersi in un mondo di scoperte — carta o digitale, l’essenziale è lasciarsi conquistare dalle parole.

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