emama

joined 8 months ago
 

Sono passati dieci anni tra l'uccisione del primo figlio e quella del secondo. Nur è stato ucciso a un posto di blocco in Cisgiordania e Rayan è stato colpito in un'imboscata mentre tornava a casa. I soldati dell'IDF hanno preso il corpo di Rayan e Israele ora si rifiuta di restituirlo.
Gideon Levy Alex Levac
07:48 • 21 febbraio 2026 IST

Footage Shows Israeli Troops Waiting in Ambush, Then Unleashing Fire on a Palestinian Teen - Twilight Zone https://archive.md/2026.02.21-060742/https://www.haaretz.com/israel-news/twilight-zone/2026-02-21/ty-article-magazine/.highlight/footage-shows-israeli-troops-waiting-in-ambush-and-unleashing-fire-on-a-palestinian-teen/0000019c-7ea0-d9c5-a1df-fef88ad20000

#gazagenocide #Cisgiordania #idfterrorist #idf
#gideonLevy

@politica

4
Pietro Fedeli (s3.poliversity.it)
 

Pietro Fedeli
Quello che sta emergendo dal caso della sparatoria nel boschetto di Rogoredo a Milano non è più la solita narrazione forzata della “legittima difesa” legata a un controllo antidroga, ma qualcosa di molto più inquietante: indizi concreti che non solo mettono in discussione la versione ufficiale, ma mostrano una gestione opaca, contraddittoria e potenzialmente criminale da parte di chi era in divisa quella sera.

In casi come quello del boschetto di Rogoredo, emerge con forza un problema strutturale della politica italiana:
un governo che sembra trovare ogni occasione per attaccare la magistratura invece di garantire trasparenza e rispetto delle regole.

Subito dopo il fatto Salvini aveva dichiarato:
“Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma.”
Secondo la sua dichiarazione, pubblicata all’indomani della sparatoria, il giovane “aveva estratto una pistola e per questo è stato colpito da un agente”.
Assolutamente escluso qualsiasi dubbio sulla dinamica dei fatti…. e aspra critica alla magistratura per la decisione di mettere sotto inchiesta l’agente:, “ nel nuovo “pacchetto sicurezza” del governo c’è una norma per evitare che gli agenti vengano automaticamente indagati dopo essersi difesi.

In un contesto del genere, diventa insopportabile assistere a una narrativa politica rassegnata a difendere a priori gli agenti, a criticare la magistratura per il solo fatto di svolgere il proprio lavoro investigativo, o peggio, a chiedere protezioni legali speciali per le forze dell’ordine.
Quando organi giudiziari indipendenti aprono un’inchiesta e raccolgono prove che mettono in discussione la versione di chi detiene potere e pistola, la reazione obbligata di un governo serio dovrebbe essere il rispetto delle procedure e delle istituzioni, non l’attacco sistematico alla magistratura e la difesa scomposta di comportamenti potenzialmente illegittimi.

Uno Stato di diritto non si misura da quante volte difende le forze dell’ordine, ma da come reagisce quando anche chi è chiamato a servire e proteggere è sospettato di aver violato le leggi. Negare, minimizzare o attaccare chi indaga non è protezione dello Stato: è erosione della fiducia pubblica

#Rogoredo #ipotesiomicidiovolontario

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/pusher-ucciso-rogoredo-sparatoria-indagini-w4xuepqw

@news

 

Meloni a Sanremo? Carlo Conti smentisce una voce che circola da giorni

Andrebbe a mendicare voti?
E comunque avrei un ulteriore motivo per non vedere Sanremo

#sanremo2026 #meloni

@news

 

Alfredo Facchini

NO

La disputa sulla giustizia, quella che i salotti televisivi riducono a duello tra paladini dello Stato di diritto e chi lo vorrebbe manomettere, nasconde una Storia più profonda, volutamente rimossa dalla narrazione dominante.

Esiste una terza voce, che rifiuta di inginocchiarsi davanti al mito della toga neutrale: la voce di chi ha visto, generazione dopo generazione, la magistratura italiana non come baluardo imparziale, ma come uno degli ingranaggi più solidi dell’ordine costituito.

Non è nato dal nulla, il potere giudiziario della Repubblica. Molti togati del dopoguerra portavano ancora sulle spalle i soprusi delle aule fasciste. Quella macchina non fu smontata, fu solo riavviata con lo stesso olio. E la cronaca lo dimostrò presto: nelle campagne dove i braccianti venivano falciati dal piombo delle forze dell’ordine, nelle piazze dove gli operai pagavano con il sangue le lotte per il pane e il lavoro. Nessuno pagò: processi eterni, accuse sgonfiate, assoluzioni in serie, inchieste archiviate senza un nome responsabile.

Poi esplosero le bombe: Piazza Fontana, Brescia, l’Italicus. La strategia della tensione insanguinò il Paese e una parte della magistratura inseguì con ostinazione le piste di sinistra, mentre le trame nere si dissolvevano nella nebbia. Giuseppe Pinelli volò giù da una finestra in questura; Pietro Valpreda divenne il mostro mediatico prima ancora di essere imputato. Anni dopo le sentenze avrebbero fatto giustizia delle accuse, ma le vite erano già state spezzate.

Negli anni Settanta l’ondata repressiva travolse il dissenso. Il 1977 fu l’anno degli arresti di massa, delle carcerazioni preventive infinite. A Roma si parlava del “porto delle nebbie”, tribunale dove le inchieste scomode evaporavano. Giudici dichiaratamente fascisti garantivano impunità oscena. Chi invece indagava sul neofascismo, Occorsio, Amato, restava isolato, vulnerabile.

Il 7 aprile 1979 Pietro Calogero lanciò il teorema della regia unica: Autonomia operaia e Brigate Rosse ridotte a un unico fronte armato. Le aule divennero tribunali politici, strumenti di resa dei conti.

Questo è il curriculum che non si cancella con un colpo di spugna. Non deviazioni episodiche, ma una traiettoria costante perseguita da pezzi di magistratura al servizio dei soliti noti.

Oggi la destra urla contro le toghe rosse, invocando il primato della politica. Una parte dell’opposizione le difende come ultimo baluardo della legalità. Ma chi porta impresse nella memoria quelle stagioni sa che lo Stato di diritto non è mai stato neutro. Ha colpito in basso con durezza sistematica e ha protetto in alto con discrezione chirurgica. È stato campo di battaglia, attraversato da rapporti di forza, continuità opache, reti massoniche, eredità nere mai estirpate.

Si tratta di ricordare. Di restituire spessore storico a un dibattito che altrimenti si consuma nel chiasso dell’attualità, nelle parole d’ordine gridate a reti unificate.

Io voterò No.

Non per santificare l’ordine giudiziario esistente. Meno che mai per arruolarmi sotto la bandiera della magistratura. Scarcerate Hannoun!!!

Voterò No come schiaffo a questo governo insopportabile di estrema destra. Non mi riconosco in nessun apparato giudiziario di questo Stato, segnato da continuità storiche mai recise con il ventennio fascista, da influenze massoniche, da parzialità strutturali. Fingere che la toga sia stata sempre impermeabile a tutto questo significa tradire la storia, riscriverla con la penna del vincitore.

Il mio No è rifiuto politico di chi oggi comanda. È risposta di classe a un’offensiva di classe.

#AlfredoFacchini
#votoNO #referendumGiustizia

@politica
@attualita

1
submitted 2 days ago* (last edited 2 days ago) by emama@poliversity.it to c/news@feddit.it
 

Dal giornalista #MarioImbimbo

Lo ho visto ieri in diretta. Ed apprezzato parola per parola. Nella sua consueta apertura di Piazzapulita, Corrado Formigli, ha sottolineato il valore simbolico e politico della presenza di Mattarella a presiedere i lavori del Consiglio Superiore della Magistratura.

"Un gesto unico, molto grave e molto importante è quello che ha fatto il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel presenziare una seduta ordinaria del CSM di cui lui, ricordiamo, è Presidente. Ed è anche molto chiara la critica, l'accusa che fa il Presidente della Repubblica al Governo.

Non gira intorno alle parole. Parla di istituzioni, è arrabbiato con chi ha aggredito l'organo di autogoverno della magistratura che è stato così disegnato e pensato dai nostri padri costituenti. E chi è che aggredisce in particolare il CSM?

Innanzitutto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha usato queste espressioni: ha definito il CSM “meccanismo paramafioso”, “verminaio correntizio” e “mercato delle vacche”. Si dirà: ha ripreso frasi dette da altri, le ha riprese e le ha fatte proprie.

Insomma, potete immaginare come possa sentirsi Sergio Mattarella, presidente di quell'organo costituzionale di autogoverno, che ha avuto un fratello ammazzato dalla mafia.
Forse occorrerebbe ricordare al Ministro della Giustizia Nordio, a proposito di logiche paramafiose, alcuni nomi.

Emilio Alessandrini e Guido Galli, giudici ammazzati da Prima Linea. Francesco Cocco, ammazzato dalle BR. Bruno Caccia, ammazzato dalla ‘Ndrangheta. Rocco Chinnici, Rosario Livatino, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. E ce ne sono altri ammazzati dalla mafia.

Ed erano tutti giudici che erano dentro l'associazionismo o che comunque credevano nell'associazionismo o non rifiutavano l'associazionismo, perché forse dovremmo dirla questa cosa qui: essere in un sindacato della magistratura, riunirsi in un associazionismo, non significa stare nella loggia P2, non significa essere dei criminali o commettere dei reati.

Oggi la maggioranza, per mezzo della separazione delle carriere, vuole spaccare in tre quel CSM così come era stato disegnato dai nostri padri costituenti, tra l'altro triplicandone i costi e usare il sorteggio puro per nominare i membri togati del CSM, come non avrebbe neanche in un'assemblea di condominio.

Il sorteggio puro vale solo per i membri togati, perché il sorteggio dei membri laici invece è fatto tra un gruppo di persone scelte dalla politica, quindi è un sorteggio sostanzialmente pilotato. Qual è il motivo addotto di questa grande riforma del CSM? Avere sentenze più equilibrate perché prese da giudici non scelti o prescelti sulla base delle appartenenze correntizie.

Obiezione numero uno: e chi ci dice che un giudice che è legato a una corrente debba per forza per questo essere orientato quando prende una decisione, quando emette una sentenza?

Cito il più grande penalista italiano, avvocato storico di Berlusconi, stimato a destra e a sinistra, certo non un uomo di sinistra, Franco Coppi: “A me interessa capire una cosa: separate le carriere, avrò maggiori garanzie che una persona perbene non vada in galera? Non mi sembra, l'importante resta sempre l'onestà intellettuale del singolo magistrato”.

Già: onestà intellettuale, legge morale, deontologia, quel patto che lega un servitore dello Stato al proprio lavoro, quel patto per il quale può essere di destra, di sinistra, di centro, può essere completamente apolitico. Ma quando poi sei davanti a una persona, a una sentenza, applichi la legge e la interpreti come giusto che si faccia, secondo scienza e coscienza.

All'opposto di quest'idea di giudice, c'è invece il giudice caricatura, come dipinto da Giorgia Meloni nel suo video sul cittadino algerino. Qualcuno dovrà spiegarci cosa c'entra la separazione delle carriere con le sentenze fatte sul tema dell'immigrazione.

Il giudice che ha riconosciuto 700 euro di risarcimento dice che non è un militante: “Non appartengo a nessuna corrente, ma io ho valutato che un padre di famiglia che viene trasferito da una parte all'altra ha diritto di sapere perché e di poter avvertire la sua famiglia, soprattutto quando occorre tutelare i diritti dei bambini. Questa persona ha due figli minori italiani, che hanno una mamma italiana, entra in gioco la tutela di un nucleo familiare dove ci sono dei bambini piccoli”.

700 euro di esercimento. Forse, cara Presidente del Consiglio, quando si citano i casi bisogna anche raccontare esattamente cosa c'è dentro una sentenza e perché questa sentenza è stata pronunciata, altrimenti il giudice diventa automaticamente fazioso, ideologizzato, paramafioso.

Appunto, il giudice caricatura e a questo giudice serve dare una lezione, serve che torni a essere non un interprete della legge ma un mero funzionario dello Stato, un burocrate.

Fate attenzione, perché nel discorso di Sergio Mattarella la magistratura viene definita dal Presidente della Repubblica come potere dello Stato. Uno dei tre poteri dello Stato, insieme al potere legislativo e al potere esecutivo, c'è appunto il potere giudiziario.

Fateci caso, la parola potere giudiziario non viene mai pronunciata invece nella destra, nei discorsi della destra. E questa riforma vuole, a mio parere, ridurre questo potere a una funzione, umiliare questa funzione con il sorteggio, un po' un uno vale uno applicato però all'organo di autogoverno dl potere giudiziario.

E allora, se diventa funzione e non più interprete autonomo della legge, il nostro giudice burocrate diventerà anche più obbediente. E naturalmente in qualche maniera eviterà quelle “invasioni di campo” che vengono appunto attaccate dalla Presidente del Consiglio.

Insomma, è tutta qui la partita del 22 marzo: trasformare i giudici in funzionari obbedienti, frantumando e sorteggiando il CSM voluto dai padri costituenti. E non è un caso, allora, che ieri Mattarella ha voluto per la prima volta in 11 anni presedere in via ordinaria il CSM. Serviva un segnale più chiaro di questo per capire qual è la vera posta in gioco?”.
Perfetto.

#piazzaPulita #Mattarellacsm #Formigli #riformanordio
@news
@politica
@attualita

 

Travaglio ha sinora scritto e detto sul Board of Peace che
- IL BOARD OF PEACE È UN'AUTORITÀ COLONIALE!
- di avere forti perplessità sulla partecipazione dell'Italia al "Board of Peace" proposto da Donald Trump, evidenziando ostacoli costituzionali.

Ma oggi da Parenzo su La7 ha aperto ad altre considerazioni: è l'unico piano di pace esistente, quindi, seppur con tutti i se e ma, ha senso starci. Certo preferirebbe altri progetti di Pace, ma in mancanza vediamo questo come va.

Travaglio!!! Essere nel Board of Peace di Trump è la foglia di fico per celare che non si vogliono neppure sognare altri progetti di pace per Gaza.

Troppo comodo, Travaglio!

#travaglio #boardofpeace
@news
@attualita

1
4 ore fa da (s3.poliversity.it)
 

4 ore fa da
Avvocata Cathy La Torre

"Questa mattina, nell'emiciclo della Camera dei Deputati, Angelo Bonelli ha fatto qualcosa di raro e importante: ha portato in aula la carta fisica dell'odio.

Non metafore, non allusioni. Lettere. Fogli con il suo indirizzo di casa, la foto di sua moglie, la foto di sua figlia. E sopra, scritte a mano o a stampa, le istruzioni con minacce di morte.

"Vi prenderemo a marte**ate con i vostri figli. Vi spa**remo in testa e vi faremo spapp**are il cervello." Parole arrivate per posta. A un parlamentare della Repubblica. Nel 2026.

Un'altra lettera di minacce riportava le foto della sua famiglia il giorno del matrimonio, con l'indirizzo esatto di casa. Un avvertimento chirurgico: sappiamo dove sei, sappiamo chi ami, sappiamo dove trovarti.

Terribile. Inaccettabile.

Il contesto in cui tutto questo esplode è quello dell'omicidio di Quentin Deranque, giovane militante di estrema destra ucciso a Lione il 17 febbraio. Una morte tragica, frutto di odio politico,che il ministro Matteo Salvini ha scelto di usare come benzina politica, rilanciando sui social un titolo che accostava il simbolo di Avs ai sospettati del delitto per una presunta iniziativa comune a Roma, commentando "se confermato, sarebbe gravissimo". Il condizionale, strumento ipocrita da manuale: lancia l'accusa, poi si copre.

Risultato: Bonelli e Fratoianni si sono ritrovati dipinti come complici di un omi**dio. E le lettere minacciose hanno cominciato ad arrivare.

Il ministro dell'Interno Piantedosi, come ha raccontato Bonelli in Aula, ha pensato bene di definire Avs "complice" degli scontri di Torino per la presenza in corteo di alcuni esponenti della federazione politica.

Trasformare l'avversario politico in nemico pubblico, e poi stupirsi se qualcuno raccoglie il messaggio e lo traduce in machete e martellate.

Bonelli ha chiesto un'informativa urgente di Piantedosi in aula. Ha lanciato un appello ai giovani alla non violenza. E ha concluso con una frase che vale come atto d'accusa verso chi governa la narrazione pubblica: "Quando dal livello istituzionale si alimenta una narrazione che individua un avversario politico come complice della violenza, si crea un clima pericoloso che può trasformarsi in odio concreto".

Qualcuno in questa storia agita il fuoco come fosse un gioco. Ma a bruciarsi sarà tutta la nostra democrazia.

Solidarietà a Bonelli."

#odiopolitico #Bonelli #piantedosi #minacceabonelli
@news
@politica

 

Considerazioni tra un'amica e ChatGtp su riforma nordio

«Il fatto che le norme attuative della Riforma della giustizia in esame siano affidate a future leggi ordinarie d’iniziativa governativa delle diverse future maggioranze crea l’impressione di un salto nel buio con imprevedibili conseguenze sull’assetto democratico attuale.

Il salto nel buio

Provo a spiegarti in modo chiaro perché nasce questa sensazione di “salto nel buio
Se la riforma:
• cambia l’assetto della magistratura
• crea nuovi organi o nuove modalità di funzionamento
• rinvia la disciplina concreta a leggi successive

allora il contenuto effettivo dipenderà dalle maggioranze politiche che governeranno in futuro.

Le leggi ordinarie:
• si approvano con maggioranza semplice
• possono essere modificate facilmente
• dipendono dall’indirizzo politico del momento

Questo è Il punto politico-costituzionale centrale:

La vera domanda non è solo tecnica ma sistemica:
È opportuno modificare l’architettura costituzionale lasciando ampia discrezionalità futura a maggioranze politiche variabili in un ambito così delicato come l’equilibrio tra potere giudiziario ed esecutivo?»

...

Io penso proprio che sia altamente inopportuno.

#riformamagistratura #chatgpt
@politica

 

APPUNTI ERETICI SUL REFERENDUM GIUSTIZIA

#AlfredoFacchini

C’è un filo nero che unisce Washington a Roma. Non è diplomatico. È ideologico.

Negli Stati Uniti la giustizia è da sempre terreno di conquista. La Corte Suprema degli Stati Uniti è stata trasformata in una roccaforte politica: giudici selezionati per orientamento, confermati a colpi di maggioranza, sostenuti da reti organizzate. Non equilibrio, ma forza numerica. Sei contro tre. Una maggioranza che incide su aborto, diritti civili, poteri federali.

La politicizzazione non è un effetto collaterale. È il metodo. Il Presidente nomina, il Senato ratifica, i gruppi ideologici preparano le liste. I pubblici ministeri cambiano con l’amministrazione. Le priorità dell’accusa seguono l’agenda politica. La giustizia entra nella dinamica del consenso, si intreccia con la competizione elettorale, diventa strumento di indirizzo culturale.

Questo modello seduce una parte della destra europea. Seduce anche il governo guidato da Giorgia Meloni, che guarda al trumpismo come a un laboratorio riuscito di egemonia istituzionale. Da tempo si ripete che in Italia esisterebbe un “governo dei giudici”, una magistratura invasiva, un potere fuori controllo. La risposta proposta è nota: ridisegnare gli equilibri, ridurre l’autonomia, riportare la giustizia sotto un perimetro più vicino all’esecutivo.

Alterare quell’equilibrio non significa solo riformare procedure. Significa intervenire sul cuore della separazione dei poteri. La tentazione è chiara: conquistare le istituzioni che possono plasmare il futuro per decenni, anche oltre il ciclo elettorale.

La disputa sulla giustizia viene spesso raccontata come uno scontro tra garantisti e giustizialisti, tra chi difende lo Stato di diritto e chi lo vorrebbe piegare. Ma c’è una terza voce, rimossa dal racconto ufficiale: quella di chi non ha mai visto nella magistratura italiana un potere neutrale.

Nel dopoguerra, i tribunali non nascono in un vuoto. Molti uomini in toga arrivano direttamente dall’epoca fascista. Parte di quella macchina giudiziaria resta in piedi. Non è un dettaglio biografico: è una continuità strutturale.

Basta guardare a ciò che accade nelle campagne e nelle piazze. Braccianti e operai cadono sotto il fuoco delle forze dell’ordine. Le responsabilità si sfilacciano nelle aule di giustizia. I procedimenti si trascinano, le imputazioni si alleggeriscono, le assoluzioni si accumulano. Le inchieste, una dopo l’altra, si chiudono senza colpevoli.

La rottura promessa dalla nuova Repubblica frena anche sulla soglia dei tribunali. Poi arriva la stagione delle bombe. Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l’Italicus. La cosiddetta strategia della tensione attraversa il Paese e una parte della magistratura insegue piste che colpiscono a sinistra. Giuseppe Pinelli precipita da una finestra della questura di Milano. Nessun colpevole. Pietro Valpreda viene indicato come mostro mediatico prima ancora che imputato. Anni dopo, le sentenze smontano le accuse. Ma intanto le vite sono state travolte.

A metà anni Settanta, l’ondata repressiva investe il dissenso politico. Nel 1977 la repressione accompagna lo scontro di piazza. Arresti di massa, custodie cautelari interminabili, costruzioni accusatorie fragili. Le radio di movimento vengono chiuse. Il confine tra ordine pubblico e conflitto sociale si fa labile. A Roma si parla di “porto delle nebbie” per indicare un tribunale dove le inchieste scomode evaporano. Figure come il giudice Alibrandi - fascista dichiarato - assicurano impunità indecenti. Magistrati che si occupano di neofascismo come Occorsio o Amato vengono lasciati soli.

Il 7 aprile 1979 scatta l’operazione guidata dal magistrato Pietro Calogero: l’idea di un’unica regia politico-militare dietro l’Autonomia operaia e le Brigate Rosse diventa un teorema giudiziario. Le aule si trasformano in luoghi di regolamento politico. Alla fine: 60.000 militanti indagati e 25.000 arrestati. Carceri speciali.

Questo è il curriculum che, chi scrive, non dimentica. Non una deviazione occasionale, ma una traiettoria in cui la magistratura ha agito come ingranaggio dell’ordine costituito, non come suo correttivo.

Oggi la destra attacca le toghe in nome del primato della politica. Una parte del fronte opposto le difende in nome della legalità. Ma per chi ha memoria di quelle stagioni, la questione è più aspra: lo Stato di diritto non è mai stato un terreno neutro. Troppo spesso ha colpito in basso e protetto in alto. È stato un campo di forze, attraversato da rapporti di potere, da continuità opache. Una storia che pesa ancora, ogni volta che si invoca la neutralità delle toghe come verità indiscutibile.

Il fine di questo articolo non si colloca nel dibattito pubblico - già abbastanza logoro - sul referendum di marzo. Anche perché il fronte del No non è affatto immune da pulsioni giustizialiste: la tentazione della manetta, sempre e comunque, attraversa schieramenti che si proclamano opposti.

Qui si tratta di rimettere in fila i fatti, di restituire spessore storico a una discussione che troppo spesso si consuma nell’immediato. Prima delle parole d’ordine, prima delle campagne, c’è una storia. E quella storia pesa ancora.

Andrò a votare No. Non per difendere l’ordine esistente, non per arruolarmi sotto la bandiera della magistratura. Sarà un No solo politico, un No a questo governo di estrema destra e alla sua idea di concentrazione del potere.

Non mi riconosco in alcun apparato giudiziario di questo Stato, segnato da continuità storiche mai del tutto recise con il fascismo e reti di potere massoniche. Fingere che tutto sia neutro, che la toga sia stata sempre impermeabile a queste influenze, significa riscrivere la storia.

Il mio No è una scelta contro chi oggi governa. Una risposta politica a un’offensiva politica.

Alfredo Facchini

#referendumGiustizia
#iovototoNO
#leggenordio
@politica

 

«Il fatto che la maggior parte dei media nel mondo occidentale abbia amplificato la narrazione pro-apartheid e pro-genocidio è una sfida. Allo stesso tempo qui risiede anche l’opportunità. Perché se il diritto internazionale è stato colpito al cuore, è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale si era accorta delle sfide che tutti noi affrontiamo. Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune».

«il nemico comune dell’umanità è il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile»

#francescaalbanese #gazagenocide

https://www.ilsole24ore.com/art/cosa-ha-detto-francesca-albanese-contro-israele-AIKVuONB?refresh%5C_ce=&nof=

@politica

 

Chi anche senza troppa competenza, come me, lo afferma da poco dopo il 7 ottobre 2023 che la volontà politica di Netanyahu e Knesset era occupare tutto il territorio per realizzare il Grande Israele, non si sorprende. Più andava avanti nel Genocidio del popolo palestinese, più era rafforzato nel suo intento più il Governo israeliano si convinceva di poterlo fare col silenzio Complice di Occidente e Paesi arabi.
Impunità internazionale.
E che nessuno avrebbe fermato la conquista israeliana, nessuno avrebbe preteso il rispetto degli accordi passati e delle norme del diritto internazionale.
Ed ora questi paesi complici e corresponsabili attaccano Francesca Albanese, Francia in testa, chiedendo che le venga tolto il mandato ONU.

LA FRANCE ...VERGOGNA!
LIBERTÉ FRATERNITÉ EGALITÉ ...per i soli francesi, e forse neppure.

#Israele #Cisgiordaniaoccupata #impunitàinternazionale

@politica

'Tectonic': Israeli Annexation Is Now a Legal Reality - Israel Political News https://archive.md/2026.02.10-201301/https://www.haaretz.com/israel-news/israel-politics/2026-02-10/ty-article/.premium/tectonic-israeli-annexation-is-now-a-legal-reality/0000019c-487f-dc22-a9de-fa7ffc450000

 

Il ddl Romeo ha adottato la definizione di antisemitismo dell'IHRA.
"Nel 2016 l'IHRA ha pubblicato una «definizione operativa e non giuridicamente vincolante» di ciò che è da intendersi come antisemitismo, il cui testo è il seguente:

«L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto.»
(IHRA)

La definizione dell'IHRA fornisce alcuni esempi concreti di antisemitismo contemporaneo, in cui vengono ricompresi anche alcuni giudizi sulla condotta dello Stato di Israele: per esempio, è definito antisemita fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti."

Sarà reato paragonare i metodi utilizzati dell'attuale governo israeliano ai metodi utilizzati dai nazisti?

Il ddl completo

https://kritica.it/politica/ddl-romeo-una-legge-fascista-contro-lantisemitismo/

#ddlromeo #IHRA #antisemitismo #Israele

@news @politica

[–] emama@poliversity.it 2 points 2 weeks ago

@emama@mastodon.uno @politica @news

Eppure ...
Ognuno di noi usa quasi quotidianamente o talvolta queste parole: algebra, algoritmo, zero, magazzino, dogana, facchino, ammiraglio, banca, limone, zafferano, carciofo, spinaci, zucchero, sciroppo, divano, tappeto, alcol, taccuino, lampada, arsenale.
Sono tutte direttamente derivate dall'arabo.
E sono solo una piccola parte.

[–] emama@poliversity.it 1 points 3 weeks ago

@m3nhir @andreabont @informapirata @smaurizi @politica
Cosa usavano ed usano è nel link del messaggio precedente

[–] emama@poliversity.it 1 points 3 weeks ago* (last edited 3 weeks ago)

@Suoko non credo che sia un problema, sono altre le questioni. Circa sono dietro famiglie italiane facoltose che premono sulla politica.
Cosa cambia rispetto alla strage di Corinaldo? I gestori che avrebbero dovuto controllare la sicurezza a partire dal sovraffollamento sino.a controllare zaini etc. non hanno subito che pochi giorni di chiusura.
I genitori dei minorenni morti hanno avuto giustizia solo confronti degli idiote dello spray al peperoncino. Giustizia parziale. Non credo vivano a Dubai o frequentino le stazioni sciistiche dei Vip.
https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia/_della/_discoteca/_Lanterna/_Azzurra

[–] emama@poliversity.it 1 points 4 weeks ago* (last edited 4 weeks ago) (2 children)

@m3nhir @andreabont @informapirata @smaurizi @politica
Credo dipenda dal diverso potere che il Presidente americano ha su i corpi di polizia. Le Agenzie federali dipendono dal Presidente. Altri corpi di polizia invece sono dipendenti dai rispettivi Stati. Non dobbiamo dimenticare che gli USA sono una federazione di Stati che mantengono una considerevole indipendenza.

https://it.wikipedia.org/wiki/Forze/_di/_polizia/_degli/_Stati/_Uniti/_d%27America

[–] emama@poliversity.it 1 points 4 weeks ago* (last edited 4 weeks ago)

@pgo @news io credo di aver capito che quel sw può dare accesso al pc su richiesta di ...
Staremo a vedere. Potrebbe funzionare da troyan, soprattutto a seguito di aggiornamenti.

[–] emama@poliversity.it 1 points 4 weeks ago (4 children)

@andreabont @informapirata @smaurizi @politica
Piantedosi non smentisce: «“Non risulta”, ha detto, precisando che ogni delegazione protegge i propri partecipanti come ritiene opportuno. Ha sottolineato che, in caso di arrivo, gli agenti americani si coordinerebbero con le forze italiane, una prassi definita normale e non un’ingerenza. Piantedosi ha inoltre ricordato che simili misure di sicurezza sono comuni durante visite di alti rappresentanti stranieri.»
https://tv.alanews.it/2026/01/24/milano-cortina-piantedosi-presenza-ice-non-confermata-prassi-normale-per-la-sicurezza/

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 month ago

@katttivizzima @politica
esatto, anche nel caso di un coltello da cucina.
"La Legge 110 del 1975 disciplina il porto delle armi improprie, definendole strumenti che, pur avendo una destinazione d'uso diversa, possono essere usati per offendere (es. coltelli, mazze, accette, sfollagente, noccoliere, ecc.). L'articolo 4 sancisce che il loro porto è vietato fuori dalla propria abitazione o pertinenze, se non per giustificato motivo, ovvero per l'uso legato alla loro funzione specifica (come un coltello da cucina per cucinare), pena sanzioni penali. L'acquisto e la detenzione in casa sono generalmente permessi, ma il porto fuori casa senza ragione valida è illecito. "

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 month ago* (last edited 1 month ago)

@politica #Palestine #Gaza #FreePalestine #STOPtheGENOCIDE #ananalimansour #hannoun #FreeThemAll

DICHIARAZIONE RILASCIATA DURANTE IL PROCESSO DA ANAN YARESH, RESISTENTE PALESTINESE ACCUSATO DI TERRORISMO, CONDANNATO OGGI IN 1°GRADO DAL TRIBUNALE DI L’AQUILA A CINQUE ANNI E SEI MESI
GLI ALTRI DUE PALESTINESI ARRESTATI CON LUI, ALI IRAR E MANSOUR DOGA DOGHMOSH, SONO STATI ASSOLTI
STRALCI

L’Italia ha anche accolto il leader e fondatore del nostro movimento al Parlamento italiano per ben due volte.
In quell’occasione, egli venne in Italia vestito con la propria divisa militare e armato, e dall’Italia pronunciò un discorso che fu ascoltato dal mondo intero.
Lo stesso è stato fatto con l’attuale presidente, Mahmoud Abbas.

Se lo sguardo strabico della giustizia affermerà che i resistenti palestinesi sono terroristi e non partigiani avallerà la politica del più forte, la legge della giungla, dove il più forte e brutale prevale.
Signor Giudice, il popolo italiano non è e non sarà mai nostro nemico; merita tutto il meglio e il nostro rispetto, è un popolo amico che ha sempre sostenuto la causa palestinese.
I nostri nemici sono gli israeliani che occupano la nostra terra, e nessun altro.
L’entità israeliana è un’entità occupante e terrorista, che non rispetta e non ha mai rispettato, nella sua storia, le leggi internazionali.
Ha una storia colma di tradimenti. Hanno assassinato, nel corso degli anni, molti palestinesi in tutto il mondo: in Norvegia, Ungheria, Bulgaria, anche qui in Italia, in Malesia e in diversi paesi arabi.
Essi non riconoscono nessuna legge che non sia la loro, nessuna legittimità che non sia la loro, e guardano a tutti coloro che non sono israeliani come loro subordinati.

Oggi definiscono le organizzazioni delle Nazioni Unite come terroristiche, come l’UNRWA, e l’ONU come un covo di antisemiti, e con tutta insolenza attaccano anche il Papa con la stessa accusa infamante.
Diventa un nemico da prendere di mira chiunque non si allinei con loro.
Noi Palestinesi siamo un popolo libero e non accetteremo mai di essere gli schiavi di nessuno.

In questi ultimi giorni, davanti agli occhi dell’intero mondo, l’esercito israeliano ha sfollato oltre 40 mila palestinesi dalle proprie case a Tulkarem, bruciando abitazioni, devastando strade, ospedali, uccidendo donne e bambini; lo stesso accade anche a Jenin.
Continuano a occupare anche ora, mentre mi trovo in quest’aula, commettendo i peggiori massacri contro i civili inermi, mentre voi tacciate il nostro difenderci di terrorismo; su quanto accade siete divenuti ciechi e sordi, perché non vi esprimete?

Signor Giudice, l’entità sionista uccide e distrugge in Palestina sin dal 1947, e non dal 7 ottobre.
Ma il mondo è rimasto immobile e in silenzio, e il dolore lo prova solo chi riceve la ferita.
Ci troviamo ad affrontare una violenza squadrista, nazi-fascista, così come il popolo italiano ha affrontato l’aggressione e la violenza nazista tedesca.
La differenza tra noi e voi, però, è che dopo più o meno 20 anni, voi siete riusciti a liberarvi, mentre noi, dopo 75 anni, ci ritroviamo ancora a resistere.

Signor Giudice, se la resistenza palestinese, legittimata da tutte le corti internazionali, a cui l’Italia ha aderito e riconosce legittimità, oggi la considerate terrorismo, allora, stando allo stesso principio, anche la resistenza italiana contro Mussolini, il fascismo e la Germania nazista dovrebbe essere definita terrorismo.

Signor Giudice, nel corso della sua storia l’occupazione israeliana non ha rispettato né le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza né le decisioni della Corte Internazionale, potete dirmi che fine hanno fatto gli Accordi di Oslo e Camp David, e che fine hanno fatto le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 242 e 338?
Riuscite a censire i palestinesi uccisi nel corso dell’aggressione israeliana a partire dal 1947 fino al giorno d’oggi?
Oppure il numero di profughi cacciati?
Come si esprime su questo il vostro diritto e la vostra legge?

Signor Giudice, la madre palestinese è come tutte le madri di questa terra.
Immaginate con me di svegliarvi ogni mattina, mandare vostro figlio a scuola, preparargli da mangiare e, al momento di riaccoglierlo a casa al suo ritorno, vederlo tornare avvolto in un telo bianco, ucciso da un soldato israeliano, e doverlo stringere per l'ultima volta. Immaginate, a Gaza, un padre con sua moglie e nove figli che si trovano senza cibo. Il padre esce per cercare qualcosa da mangiare; al suo ritorno ritrova tutta la famiglia morta sotto le macerie, uccisa da un bombardamento sionista.

Qualcuno di voi può alzarsi e dire che Israele è uno Stato occupante, oppressore e terrorista?
Questa verità la sapete tutti in cuor vostro, ma nessuno di voi può dirla ad alta voce, perché vi ritrovereste accusati di antisemitismo, perdereste il vostro lavoro o potreste trovarvi a dividere con me il tavolo a pranzo in carcere, con un’accusa di terrorismo.
Per questo dico e ripeto che forse i palestinesi sono i soli liberi in questo mondo di schiavi.
Viva la Palestina libera e araba
Viva Gerusalemme, sua eterna capitale
Pace all’anima dei martiri e dei bambini di Palestina
Saremo sempre la prima linea di difesa fino alla liberazione

@politica

#Palestine #Gaza
#FreePalestine
#STOPtheGENOCIDE
#ananalimansour
#hannoun
#FreeThemAll

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 month ago

@akaknijn @politica
Grazie, 3 e 4 sono vicini. Così ho schiacciato l'un per l'altro.
Ormai non correggo.
Confermo il terzo dalla polizia. Mi sembra, comunque, che nella commemorazione ricordino tutti e tre.

[–] emama@poliversity.it 1 points 2 months ago (1 children)

@informapirata mi ricorda quando da piccoli ci contingentavano il tempo davanti alla tv. I motivi erano simili. Non identici, però.

[–] emama@poliversity.it 1 points 8 months ago

@anarchiversitario @politica
Tajani rimandato a settembre in Storia
La storia d'Italia e d'Europa questa sconosciuta, per Tajani. Figurarsi cosa non sa della Storia mondiale.

view more: next ›