Per non parlare di piattaforme tipo WhatsApp che il controllo parentale non lo hanno neanche. Meta AI rischia di essere il diario dei segreti meno segreto della storia.
Informatica (Italy e non Italy 😁)
Ecco finalmente la comunità italiana Lemmy dedicata all'informatica!
Questo è il luogo in cui condividere post sul mondo dell'informatica: notizie su hardware e software, cybersecurity, cyberwarfare, hacking, nuovi prodotti, data breach!
Ricordiamo che esistono anche alcune comunità che si occupano di argomenti più specifici, quali:
- Le Alternative, dedicata alle alternative open source ai prodotti più diffusi
- Etica Digitale, dedicata alle implicazioni etiche della tecnologia
- Pirati Europei, dedicata al mondo dei pirati italiani ed europei
- Che succede nel Fediverso, dedicata alle notizie sul fediverso
- Devol, con le notizie sulle istanze del fediverso e i servizi di decentralizzazione del collettivo Devol
- Lavoratori Tech, dedicata al tema del lavoro tecnologico
- Videogiochi, dedicata al gaming
- Retrogaming, per i videogiochi vintage
- GNU/Linux Italia, dedicata nello specifico al mondo del pinguino
Regole della comunità:
🏳️🌈 chiediamo educazione e rispetto per gli altri
🎃 anche se ci chiamiamo "Informatica" non banniamo gli utenti a caso 😁
🚫 trolling, shitposting e molestie sono vietati
💲 è vietato superare il confine che separa l'informazione dalla pubblicità
🔊 evitiamo il clickbait e il sensazionalismo
📖 per il resto valgono le regole dell'istanza al link https://feddit.it/post/6
@informapirata @informatica per un bambino di 12 anni trovo tutto questo inappropriato. A quella età si DEVE educare non limitare.
Avesse avuto 6 anni allora ci stava tutto questo sbattimento ma a 12 anni non puoi tenerli all'oscuro del mondo che tanto se li prenderà.
Ricordo che appena ebbi accesso ad internet, era il lontano 2005 e non sapevo proprio che farci, per passare il tempo si girava sulle chat di IRC. La parola d'ordine era mai fidarsi degli sconosciuti, mai dai il nome o indirizzo.
@informapirata @informatica ora invece si riempie di genitori elicottero che crescono bambocci che appena scopriranno ciò che li aspetta non avranno idea su come comportarsi.
@informapirata @informatica lui parla di Nintendo Switch, ma anche su PS5 è lo stesso dramma. Dalla mia esperienza, peggio di Minecraft c’e Rocket League. La necessità espressa di avere un “master switch” è davvero reale. Capisco perché il genitore medio meno avvezzo alla tecnologia rinunci ai controlli parentali e lasci tutto aperto.
@informapirata @informatica in parte l'articolo mi consola. Ho creduto seriamente di essere indementito mentre cercavo di configurare il parental control per il pargoletto di amici e, astruserie e ambiguità a parte, cresceva sempre di più in me la sensazione di intrusività eccessiva. Non solo del genitore nei confronti del figlio ma sopratutto da parte dell'azienda di family link ( sapete qual'è vero?) verso l'intero sistema familiare!!!
@informapirata @informatica è pure un problema di aspettative però.
Un dodicenne non ha bisogno di uno smartphone, uno stupidofono per parlare coi genitori o inviare SMS agli amici basta e avanza.
'sto ragazzino ha la Switch 2 e l'Xbox. Non è già quello il problema? Volerlo lasciare tutto il giorno davanti a schermi senza dover intervenire in qualità di genitore?
Le aspettative di chi? Le domande con cui chiudi il commento sono indicative: non hai letto l'articolo.
Il problema non è un ragazzino con switch e xbox, ma genitori che abbandonano i figli davanti ai dispositivi senza controllo (e l'articolo è chiaramente di un genitore che fa l'opposto).
Fare il genitore vuol dire scegliere.
0 (zero) - Puoi scegliere di far crescere tuo figlio negli anni 90. Chiudi tutto. Zero.
1 - Puoi scegliere di dargli uno smartphone, una console, un computer e tutto il resto senza controllare (l'opzione che dai per scontata per non so quale motivo). Uno. Liberi tutti.
Oppure puoi prendere atto che il mondo cambia e fare le cose prendendoti la responsabilità di controllare, scavare, capire e mettere paletti (che è ciò che fa l'autore dell'articolo). Il problema è che anche chi vuole prendersi le sue responsabilità attivamente si scontra con la realtà che il parental control ha lo scopo di creare gli account per i consumatori di domani e non quello di aiutare i genitori...
Aggiungi poi che le scuole ormai mettono i compiti online e si appoggiano a questo o quel cloud per voti e interazioni varie tra alunni, insegnanti e compagni di classe, se realmente credi che a 12 anni sia possibile essere lasciati offline, sei totalmente fuori dal mondo.
@pgo_lemmy @s1m0n4
E infine, oltre alle procedure incredibilmente complicate, mettiamoci che molti neo-genitori sono analfabeti digitali e alcuni sarebbero vittime facilissime perfino di fronte alle minacce meno sofisticate.
@pgo_lemmy leggi le mie risposte più sotto e poi dimmi ancora che non ho letto l'articolo, se è ciò che deduci.
Peccato che, sul fondo siamo d'accordo, però quest' abitudine di sparare sentenze senza neppure farti prendere da un'ombra di dubbio sulla persona con cui stai interagendo è davvero triste.
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I 12enni non hanno bisogno di uno smartphone. Questo non significa che devono rimanere offline e vivere negli anni '90
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A volte puoi anche prendere in considerazione un errore di giudizio
Leggo altra risposta al tuo post che parte con 'forse non hai capito'.
La domanda me la sono fatta e dalle poche righe che hai scritto ho trovato una risposta.
Non ho la pretesa che sia l'unica o quella giusta, ma rispondo argomentando meglio che posso per limitare al minimo i malintesi.
E rispondo qui proprio perché l'aspettativa è quella di trovare risposte nel merito e argomentate; l'account facebook giace abbandonato da tempo.
Visto che siamo allineati sul merito del post, direi di chiudere qui il fuori tema.
@pgo_lemmy anche perché, se mi trovi sul fediverso, la probabilità che abbia una profondità di ragionamento superiore a quella che puoi trovare su Facebook è significativa.
Così come la mia capacità di usare tecnologie ostiche ai più.
Solo un consiglio, eh.
@s1m0n4 @informapirata @informatica non credo che tu abbia capito. Il bambino ha una switch e vuole giocare online con i suoi compagni di scuola a Minecraft che è un gioco Microsoft che richiede un account Xbox. Per settare i controlli parentali hai quindi i settaggi di Nintendo e quelli di Microsoft/Xbox, nessuno dei quali in realtà ti permette di limitare lo scaricamento di app e di limitare le comunicazioni ai soli compagni di scuola. È un problema reale che andrebbe affrontato seriamente.
@s1m0n4 @informapirata @informatica di per sé non c'è niente di strano nel fatto che un bambino voglia giocare con i suoi coetanei allo stesso gioco. Un tempo lo si faceva in salotto, oggi si fa anche online, ma questo non mi disturba piû di quel tanto. I controlli parentali dovrebbero servire a "regolare" anche il tempo d'utilizzo di certe app oltre che limitare la cerchia di persone con cui puoi giocare. Il fatto poi che il bambino abbia già uno smartphone personale è un problema a parte.
@Neffscape @informapirata @informatica anche mio figlio di 11 anni gioca online a Brainrots coi suoi compagni.
A noi dicevano di non accettare caramelle dagli sconosciuti, quindi va insegnato, anche oggi, ai minori, che online non devono interagire con utenti che non conoscono.
Però il punto è che non si può pensare di dare un dispositivo a un bimbo e lasciarlo lì per ore senza sorveglianza.
E non possiamo neppure permetterci di dimenticare la spunta che limita l'account ai soli amici.
@Neffscape @informapirata @informatica
Sui dispositivi Android il FamilyLink permette di configurare un limite di tempo per applicazione, oltre ad una fascia oraria giornaliera di utilizzo. I nostri figli non possono installare apps a meno che non lo autorizzi un genitore.
Abbiamo una switch 2, che però è di papà e ci giocano solo con il suo account.
Invece su Roblox giocano con il loro tablet. Papà si è creato un account per sorvegliarli e sanno che non devono rispondere a sconosciuti.
@informapirata @informatica assurdo ma assolutamente veritiero. Qualcuno dovrebbe occuparsi seriamente di questo problema.